martedì 20 dicembre 2011

Maruo Suehiro

Nasce il 28 gennaio 1956 a Nagasaki, undici anni dopo il bombardamento atomico. Inizia a disegnare fumetti a 17 anni, ma il suo stile e le sue tematiche vengono giudicate troppo estreme e inadatte ad un pubblico di ragazzi, e subisce numerose censure. Riprenderà a disegnare fumetti negli anni ottanta, alternando spesso con illustrazioni per copertine di libri e dischi underground. Ispirato fortemente dalla tradizione delle Muzan-e ( a loro volta una derivazione delle più conosciute Ukiyo-e, stampe in matrice in legno rafiguranti scene di vita quotidiana, in voga in Giappone tra il XVII secolo e gli inizi del XX di soggetto, mentre le Muzan-e descrivevano fatti di cronaca e omicidi con truculento realismo), è oggi considerato fra i maggiori disegnatori e mangaka esistenti. I suoi lavori, coloratissimi, in cui sono presenti molti elementi della cultura popolare anche relativi alla pop art occidentale, sono apparsi come copertine di dischi celebri, ad esempio il disco Naked City, capolavoro della band omonima.




















mercoledì 14 dicembre 2011

Apocalypse Gaga

Per quanto io non ami molto questa artista, le ho voluto comunque dedicare un quadro - qualcosa di seducente e affettuoso.

mercoledì 23 novembre 2011

Otto Dix




Otto Dix nasce nel 1889 a Untermhaus presso Gera da una famiglia proletaria. Dal 1909 al 1914 frequenta la Scuola di Arti Figurative di Dresda. Volontario nella Prima Guerra Mondiale, combatte nella campagna delle Fiandre, in Francia, in Polonia e in Russia. Le atroci esperienze sul fronte lasceranno tracce indelebili nella sua vita e lo renderanno particolarmente sensibile alle ingiustizie e alle ipocrisie della società borghese del dopoguerra. Il fatto che la guerra diventi uno dei temi va interpretato come bisogno di rappresentare la sofferenza in quanto ed estrema esperienza umana più ancora che come segno di protesta e di coinvolgimento diretto nell'attività politica. Dal 1919 al 1922 è assistente all'accademia e co-fondatore della Nuova Secessione di Dresda e membro della Novembergruppe, di questo periodo sono le sue opere dadaiste.

Tra il 1922 e il 1925 frequenta in circolo di Joanna Ey, una famosa commerciante d'arte, presente in un grande ritratto dello stesso Dix del 1924. In seguito Otto Dix eseguirà importanti ritratti a medici, commercianti, gioiellieri e personalità del mondo dello spettacolo, tra cui la ballerina Anita Berber, vera icona della Repubblica di Weimar e del già consolidato Espressionismo. Nel 1927 diventa professore all'Accademia di Dresda e membro dell'Accademia prussiana. Durante il Nazismo viene rimosso dalle cariche pubbliche, per ordine di Goebbles Ziegler sequestra 260 sue opere. Dix viene considerato, come Georg Grosz e molti altri pittori dell'epoca, artista "degenerato". Viene accusato di "sabotaggio alla difesa", Adolf Hitler davanti ai suoi quadri dice: "peccato non poter mettere in prigione questa gente". Dopo un periodo di carcere, per una presunta pertecipazione all'attentato contro Hitler avvenuto a Monaco l'8 novembre 1939, si trasferisce a sud della Germania, rifiutando di lasciare il paese nonostante il pericolo. Richiamato sotto le armi, a tarda età, con la riabilitazione generale, nel 1945 viene fatto prigioniero dall'esercito francese.

Nel 1946 si trasferisce con la famiglia nei pressi del lago di Costanza. Nel 1955 avviene il riconoscimento pubblico, ed è nominato membro ufficiale all'Akademie der Kunste di Berlino Ovest. Nel 1956 diventa membro corrispondente all'Accademia tedesca delle Belle Arti di Berlino Est.

Muore a Singenhonenntwiel nel 1969.


martedì 22 novembre 2011

Saluti da Saturno - Young Wrist





















Hike has the Giggle - JoyCut - Massimo Volume













The times they are a - changin'

E' la grande forza d'azione dei musicisti, oggi: ci si è accorti che ciò che parte dal basso funziona meglio di quel che viene concesso dall'alto, ed è la gente stessa a richiederlo.

Emidio Clementi -
Massimo Volume

Mi sono licenziato, ho detto ai ragazzi che andavo a Milano, per un anno, ma che sarei tornato tutti i fine settimana per fare le prove. Avevo trovato un corso di grafica, un'altra cosa che mi piaceva. Poi a Milano ho incontrato un'amica dei tempi del liceo che cercava un coinquilino, e così da allora ho sempre abitato con lei, nella stessa casa. Credo fosse il 2005. Mi dividevo tra casa e scuola, con estrema severità: ero angosciatissimo, avevo ventinove anni, dopo aver lavorato così tanto era difficile. Se andavo a fare un giro in piazza Duomo mi sentivo come quando marinavo la scuola, mi chiedevo: cosa ci fa tutta quella gente in giro, ma non lavorano, cosa fanno? Questi vagabondi chi sono? Una cosa stranissima. A Fidenza in piazza al pomeriggio ci sono solo pensionati, spesso neanche quelli. Ho capito che c'erano tantissimi lavori che non implicavano lo starsene in ufficio dalle 9 alle 18.

Dente -

Cerco di puntare il dito contro le pretese soffocanti della nostra società. Nella canzone I Can Do It faccio una lista infinita di cose che sono in grado di fare. Sollevamento pesi? Lotta nel fango? Bungee jumping? Dogsitting?Finire su Rolling Stone? Su una Rolls Royce? E quello che ti aspetti da me, vero? Allora posso farlo. Dài. Sono il tuo giocattolo.
Ti sei divertito?

Tying Tiffany -

Mi piacerebbe riguardare le cose che faccio tra qualche anno e rivederle come eventi storici personali. Reperti della realtà e della mia intimità. Fototessere. Arrivederci amore, tra otto ore. Salutarsi la mattina e rivedersi la sera, in questo stato del benessere ipotetico. Un governo che potrebbe cadere domani ma fare danni per vent'anni, perchè ha lavorato sull'immaginario, e l'immaginario è la cosa più importante e fragile. I problemi economici e costituzionali si risolvono prima. E sempre questo amore che come colonna sonora ha un telegiornale.

Vasco Brondi -

L'atto di spostare mobili è sempre stato misterioso, quasi simbolico, fin dall'infanzia quando nei fumetti Disney leggevo che Paperino chiamava Paperina per farlo. Lui faticava tantissimo, sudava disperato e alla fine passava Gastone in macchina e si portava via Paperina. La Disney mi ha provocato disastri.

Federico Dragogna -
Ministri

Dall'alto dei miei quarantadue anni non avevo mai visto tanto sfacelo. Viviamo in un momento di profonda decadenza culturale, politica, istituzionale, sociale. Il ceto politico non è semplicemente inadeguato, quelli che sono al governo si stanno rivelando dei veri mascalzoni. Parafrasando von Clausewitz sono convinto che la politica sia troppo importante per lasciarla ai politici. Ci vuole la società civile. Artisti e intellettuali attivi. Dobbiamo essere noi a ribellarci a questo stato di cose. Lo possiamo fare alle urne, ma ancora prima nella nostra vita privata, negli spazi di socializzazione. Bisogna tornare a discutere, e dobbiamo farlo nei luoghi di lavoro. Se sul lavoro non apri mai bocca e subisci di tutto, la situazione si involve per forza. Dobbiamo mantenere intatta la nostra dignità di uomini e donne, di cittadini, esseri umani e lavoratori. Abbiamo smesso di discutere e interloquire tra noi perchè ci autocensuriamo. Negli ultimi vent'anni abbiamo imparato ad avere paura di pestare i piedi al potente di turno. Il paese si sta tramutando, l'economia criminale ci sta stritolando. Nel mio piccolo mi ribello. Sono al mondo per cambiarlo. Voglio lasciare un bel segno nellla mia vita. Che cosa mi importa di avere mille lussi superflui? L'importante è vivere dignitosamente tutti quanti. E per farlo bisogna tornare a cantare di un universo di uguali. E' un'esigenza che non possiamo più procrastinare all'infinito, è un problema di limiti dello sviluppo. L'attuale livello economico deve essere superato, non è più sostenibile. L'emergenza climatica non ci lascia più molto tempo per indugiare.
E' il momento giusto per ribellarsi..

Pierpaolo Capovilla -
One Dimensional Man -
Il Teatro degli Orrori -

Frasi, esperienze, testimonianze dirette tratte dal libro Suonare il paese prima che cada - musica degli anni zero
a cura di Andrea Scarabelli, Agenzia X Edizioni.

venerdì 18 novembre 2011

PJ Harvey













Vladimir Majakovskij a Lili Brik - lettera/diario mai spedita

Io ti amo, ti amo nonostante tutto e grazie a tutto, ti ho amato, ti amo e ti amerò, sia tu dura con me o gentile, mia o di un altro. Comunque, ti amerò. Amen.
E' ridicolo scrivere queste cose, le sai da sola.
Qui avrei voglia di scrivere moltissimo. Mi sono appositamente lasciato un giorno per pensare con precisione. Ma questa mattina ho come l'insopportabile sensazione che per te tutto questo sia inutile. Soltanto il desiderio di mettere ordine tra i miei pensieri mi ha spinto a buttar giù queste righe. E' poco probabile che un giorno tu legga quello che è stato scritto in queste pagine. E' bene, quindi, che ne convenga per tempo. E' una pena che nei giorni in cui volevo essere forte per te, persino al mattino si sia fatta sentire questa infinita sofferenza. Se non avrò il più completo controllo su me stesso - non mi metterò più a scrivere.

Di nuovo parliamo del mio amore. Della famigerata attività. Per me nell'amore si esaurisce forse tutto? Tutto, solo in un altro modo. L' amore è la vita, è la cosa principale. Dall' amore di dispiegano i versi, e le azioni, e tutto il resto. L'amore è il cuore di tutte le cose. Se il cuore interrompe il suo lavoro, anche tutto il resto si atrofizza, diventa superfluo, inutile. Ma se funziona, non può non manifestarsi in ogni cosa.
Senza di te ( non senza di te "nella lontananza", interiormente senza di te) io cesso di agire. E' sempre stato così, lo è anche adesso. Ma se non c'è "attività" io sono morto. Questo vuol forse dire che io potrei essere in qualsiasi modo , pur di "attaccarmi" a te? No. La situazione di cui parlavi al momento della separazione: " che fare, io stessa non sono una santa, ecco, mi piace 'prendere il tè' ", questa situazione, quando è presente l'amore, resta totalmente esclusa.

Mosca
Febbraio 1923

Un giorno del tutto differente - 3 luglio 2011 - Ferrara

Iosonouncane

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Jennifer Gentle